
di Jorge Semprún · Maxi-Tusquets · libro de bolsillo · ISBN 9788483833872

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«Viviré con su nombre, morirá con el mío» è il romanzo di Jorge Semprún, pubblicato da Maxi-Tusquets in edizione tascabile (240 pagine, in spagnolo).
Nel 1944, i prigionieri comunisti di Buchenwald nascondono Jorge Semprún dietro l'identità di un altro detenuto morente. Da quella sostituzione, Semprún rievoca la Parigi occupata, la clandestinità e la Resistenza, in un racconto dove la solidarietà e la speranza fanno da contrappunto all'orrore.
L'opera fu pubblicata originariamente come «Le Mort qu'il faut»; nel 2001 ottenne il Prix Jean-Monnet de littérature européenne e il Prix des Charmettes.
Per lettori di romanzi storici e memorie sulla Seconda Guerra Mondiale, con particolare interesse per i campi di concentramento.

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Jorge Semprún è stato uno scrittore e politico spagnolo, che visse in Francia la maggior parte della propria vita, scrivendo principalmente in lingua francese. Jorge Semprún visse clandestinamente in Spagna, dal 1953 al 1962, durante la dittatura di Francisco Franco, lavorando come organizzatore per il Partito Comunista di Spagna, allora fuorilegge, ma dal quale venne espulso nel 1964. Dopo la morte di Franco e l'avvento della democrazia, divenne Ministro della Cultura nel governo socialista, dal 1988 al 1991. Fu sceneggiatore per due successivi film del regista greco Costa-Gavras, Z - L'orgia del potere (1969) e La confessione (1970), che affrontano entrambi il tema della persecuzione perpetrata dai governi. Per i film La guerra è finita (1966) e Z, Semprún venne nominato per l'Academy Award. Nel 1996, egli divenne il primo autore non francese eletto all'Académie Goncourt.
